mercoledì 14 giugno 2017

TRIONFO DELLA RENDITA ! PRIME MIE VALUTAZIONI SUI RISULTATI DELLE ELEZIONI AMMINISTRATIVE DI CUNEO


Caro Ulisse,
premetto che non sono un politologo (al massimo un politologo dilettante) ma nello  scopo di questo blog (un mezzo di sfogo di un cittadino, io) consentimi di confidarti le mie impressioni sui risultati delle elezioni amministrative a Cuneo, conclusesi con il trionfo di  Federico Borgna confermato (senza ballotaggio) Sindaco di Cuneo.   Egli ha stracciato tutti suoi avversari, in particolare quello che sembrava il suo principale competitore,  l’Ing. Giuseppe Menardi,  già sindaco di Cuneo ed ex senatore. 
      Le elezioni amministrative sono un momento rivelatore di come la pensa una comunità,  cosa è la sua vita,  ed è questo che mi interessa per cui procederò nel mio discorso,  a punti.
      Il termometro che segnala il grado della vita di una comunità è la sua partecipazione.   Dice LA STAMPA ed. di Cuneo :  “L'affluenza finale alle ore 23 nel Comune di Cuneo si ferma al 58,76% contro il 68,77% di 5 anni fa: in pratica più di 4 elettori su dieci della città capoluogo di provincia sono rimasto a casa.”.  Una disaffezione nei confronti della politica locale che non ha precedenti rispetto al passato prossimo e remoto, perché i cittadini cuneesi sono sempre stati molto fedeli ai seggi.  Mio commento:
      tale bassa partecipazione dei cuneesi al rito democratico delle elezioni può avere  due motivazioni : a) una di  natura personale : finite le scuole, arrivata l’estate la nota propensione dei cuneesi di passare le feste al mare od in montagna è stata prevalente su ogni dovere elettorale; b) l’altra di natura politica: il miscuglio abbastanza indeterminato di sette liste ed un migliaio di candidati può avere determinato la volontà di respingerli tutti : io non voto, fate quel che volete e poi arragiantevi !
      Questa mia è evidentemente già una valutazione antropologica che a me appare sottostante a tutto il risultato e che ho cercato di sintetizzare nel titolo di questa mia lettera  : trionfo della  rendita !  Cosa intendo per rendita ? 
       In data 21 Maggio u.s.,  ricorderai caro Ulisse,   su questo mio blog ho pubblicato una lettera dal titolo QUALCOSA , LENTAMENTE, SI MUOVE SUL "MERCATO" ELETTORALE CUNEESE. Ivi  scrivevo  "domandarsi “cosa” sarà Cuneo nel prossimo futuro, vuol dire chiedersi come sono i cuneesi oggi “.  Ora  con i risultati delle elezioni cerco di dare risposta a questa domanda .  In quel blog dicevo che ero incappato in una definizione che anche se proposta dal famoso economista francese Jacques Attalì come commento alle recenti elezioni francesi di primo turno, la ritenevo attualissima anche per capire  Cuneo e i cuneesi.  Dice Attalì :" il sistema politico francese è straordinariamente ingessato. Ci sono personalità che sono alla ribalta  da venti o trent'anni....E' un tratto anche sociologico . La nostra società è contadina, conservatrice, abbiamo sempre avuto tendenza a privilegiare la rendita sul profitto. "   Privilegiare la rendita - commentavo io - vuol dire essere conservatori dell'esistente, intenti  al  risparmio e sopratutto attenti a che non diminuisca. Essere attenti al profitto vuol dire invece cercare di aumentare i propri beni sopratutto rischiando e avendo presente che i proprio beni contribuiscono, nel bene e nel male, al patrimonio di tutti.  Con queste premesse linguistiche  si capisce cosa intendo per “rendita” , segno distintivo della personalità umana e politica dei cuneesi e perché dichiari TRIONFO DELLA RENDITA la clamorosa vittoria di Federico Borgna, cuneese verace.
      E' una visione “redditizia” quella dei cuneesi a cui ha corrisposto la amministrazione testè conclusa da detto Sindaco e dalla sua giunta:  a Cuneo si vive bene, nella greppia c’è sempre più o meno fieno per tutti, e non mancano i piaceri circensi per gli occhi e la pancia.  Cosa vogliamo di più ? e di diverso ? : dicono i prudenti e pazienti cuneesi: votiamo Borgna, taglieremo ancora  coupon per altri cinque anni e poi per i nostri figli e nipoti, sarà quel che sarà.  La sintesi di questo discorso mi sembra l’abbia colta bene un giornale locale il cui titolo di apertura proclama : ”Cuneo è Borgna” che per me vuol dire che è Borgna sindaco la vera immagine antropologica di Cuneo. La conferma di questo giudizio  si ha ribaltando la formula e cioè dire  “Borgna è Cuneo“ , città moderata e prudente, come Lui, ma, forse, un po' grigia .   Del resto Borgna, come prima di lui il suo padre politico Ing. Valmaggia, non fanno che continuare la linea dei sindaci democristiani che giunti al potere (con grande delusione delle forze politiche della Resistenza)  subito dopo la Liberazione non l’hanno più lasciato.
      A questa visione  conservatrice di un tenore di vita buono ma un po’ noioso e senza prospettive nel futuro, hanno cercato di contrapporsi  essenzialmente due candidature.
      Quella della coalizione di destra  (Forza Italia, Lega e  Fratelli d’Italia)  dell’Ing. GIUSEPPE MENARDI , già vivace Sindaco di Cuneo,  ma senza l’elettorato di allora che forse non gli ha perdonato una eccessiva disinvoltura politica. E quella della sinistra,  sola nella sua testimonianza di un pensiero laico e progressista che è vivo e vivace, ma sottotraccia, nella società cuneese. Sinistra e neanche centro-sinistra che non è ho visto (e spero di ricredermi per una sua futura attività amministrativa) nel partito democratico della Senatrice Manassero. A proposito di questa signora con la pretesa di diventare vicesindaco a Cuneo  e mantenere il suo seggio di senatrice a Roma ella appare applicare,  anche nel PD cuneese,  quella che Travaglio definisce una regola ferrea dei partiti e cioè “acchiappa  più poltrone che puoi, anche contemporaneamente “.
     La vera sinistra  (come l’ha ben teorizzata Paolo Ferrero – vedi il mio commento sulla “vigilia”) era rappresentata dalla unica lista intitolata “Per i beni comuni” il cui candidato  sindaco era il giovane impegnato ANIELLO FIERRO  . La sua coerenza, onesta e progressista di intenzioni e proposte  è stata  premiata con  una percentuale di quasi il 10% dei voti.  I tre consiglieri che la rappresenteranno questa lista in Consiglio comunale potranno fare molto se sapranno comunicare con i cittadini  le loro proposte, battaglie, ed anche eventuali sconfitte cosa che, in verità,  non hanno saputo fare i due eletti della precedente legislatura.
      Le altre due liste, quella di GIUSEPPE LAURIA e quella della Prof.sa MARIA LUISA MARTELLO , hanno raccolto i voti da amici, parenti e conoscenti, ma il mio giudizio sulla loro incosistenza  politica  mi sembra abbia avuto conferma nei modesti risultati elettorali, ottenuti. 
     Cuneo resistente, in uno scatto di dignità,  non ha consentito al giovane candidato della fascista Casa Pound di entrare nel Consiglio Comunale di Cuneo, medaglia d’oro della Resistenza.
      Rimane da dire sulla singolare figura del candidato sindaco  del movimento 5 stelle MANUELE  ISOARDI . La sua figura di onesto ed impegnato operaio, armato da buon senso e buone meditate intenzioni (anche concrete come ho segnalato precedentemente)  non è stata apprezzata .   Sta di fatto che nonostante la mancanza di informazione su di lui e le sue idee è riuscito a raddoppiare la presenza in Consiglio Comunale dove insieme a lui entrerà anche una professionista di valore,  l’Ing. Silvia Maria  Cigna.
      Alla fine è un po’ melanconico concludere : molto rumore per nulla . Sappiamo già cosa ci attende nella vita cittadina  di questa nostra amata Cuneo : FERT =, il simbolo che è nel nostro stemma e che vuol dire “sopportare”…….. ma non tacere .    
                                         ANTONIO SARTORIS

I

venerdì 2 giugno 2017

PENSIERI DELLA VIGILIA (delle elezioni comunali a Cuneo)



Caro Ulisse, 
         qualche giorno fa ti scrivevo una lettera dal titolo "Qualcosa si muove, lentamente, sul "mercato" elettorale cuneese".  In effetti ho constatato che sia pure sottotraccia in quello che ho chiamato il "mercato" elettorale si fanno molte riunioni dei candidati sindaci richiesti da categorie professionali, quartieri e frazioni della città, gruppi di cittadini etc. Con poco clamore e forse minor passione della volta precedente, la società cuneese, interrogando,  si interroga.  Da queste riunioni in generale abbastanza frequentate si possono ricavare osservazioni sia sull'interessamento dei cuneesi al momento più importante della vita cittadina sia la misura e qualità di tale interessamento (abbastanza modesto).  Io ho potuto partecipare solo alla presentazione /dibattito dei candidati sindaco promosso alla sala S. Giovanni dalla Associazione degli artigiani (come ex professionista mi piace ritrovarmi in questo ambiente: l'avvocato è un artigiano della parola). 
         Queste sono le impressioni che ne ho ricavato : Giuseppe LAURIA, cittadino simpatico che da più legislature siede in Consiglio comunale, ha assunto lo stile del politico navigato, ma - secondo me - non rappresenta assolutamente nulla nè come espressione di una parte della popolazione (non si sa chi sia chi lo vota) nè come portatore di idee (abile nel contrastare o cavalcare quelle degli altri). A Lauria interessa diventare sindaco (non per nulla la sua lista si chiama "Cittadini con Lauria sindaco") ed io mi chiedo: perchè?
            Nello FIERRO: rappresentante di quella che a Cuneo non si può che chiamare '"estrema sinistra" (ma forse l'unica "sinistra")  ma che ha coalizzato anche movimenti di opinione attivi da tempo in città e non estremisti (difesa della ferrovia Cn/Ventimiglia , difesa dell'acqua pubblica,  difesa di Villa Sarah, Assoc. Movim. in libertà, Rifondazione Comunista etc.).  Il programma è vasto e complesso, l'uomo è un signore, calmo, rassicurante .  Ma a me è piaciuto il comizio all'angolo di Via Roma qualche giorno fa in cui ha parlato sopratutto  Paolo Ferrero, non so se ancora segretario di Rifondazione comunista che ha detto delle cose chiare e  veramente di sinistra.  Quelle che mi ricordo e condivido sono : 1) i soldi in Italia ci sono: bisogna prenderli con le tasse progressive (come previsto dalla nostra Costituzione)  a chi ne ha troppi  (ha fatto esempi di alta tassazione sui capitali e sulle rendite ed io mi ricordo che ai Beatles  il governo inglese portava via con le tasse l'85% dei loro incassi) 2) Il lavoro bisogna crearlo oltre che con iniziative più coraggiose anche se rischiose degli imprenditori, riducendo l'orario di lavoro a parità di  salario. E' il principio di "lavorare meno per lavorare tutti" come del resto si fa già in Francia ed in Germania.  La ricaduta che il lavorare  meno avrà sul maggior tempo libero sarà di benefici spirituali e materiali  oggi estremamente necessari per vivere sani e felici ed anche disposti a spendere . 3) Infine affermare e realizzare principi di uguaglianza e solidarietà per chi è ai margini della società civile, italiano o straniero che sia.  Forse si finirà di ritrovarsi a marciare come nel quadro "Quarto Stato" di Pelizza da Volpedo, con Papa Francesco, ma almeno si sarà in buona compagnia.   Questo vuol dire essere di sinistra e non mi si venga a dire che oggi non c'è più destra e sinistra.
          Queste cose o altre altrettanto coraggiose non ho sentito nelle parole di Federico BORGNA, il sindaco uscente,  che con la Sen. Manassero si è dato una mano di vernice sinistrorsa , cose neppure accennate dalla  Prof. Maria Luisa MARTELLO, molto signorile professoressa , ma che rappresenta chi ? Pur con la stima che ho dimostrato alla competenza e alla modernità dell'Ing. Giuseppe MEINARDI (peraltro sul piano sociale già molto moderato di suo) ho dovuto verificare che quanto temevo  (cioè che i suoi compagni di squadra Forza Italia, Lega e Fratelli d'Italia fossero il suo tallone d'Achille) si è puntualmente verificato e - almeno per me - non è certo di buon augurio per la sua eventuale azione di Sindaco.  Si è verificato che Salvini, noto razzista, venendo a Cuneo proprio per la campagna elettorale dell'Ing. Menardi è stato portato a visitare Roata Canale assurta alle cronache come comunità razzista (che io ritengo non sia, almeno nella sua totalità e sarà a provarlo il voto che darà domenica prossima).  Va bene che l'Ing. Menardi, già Presidente (quale sindaco democristiano ) del Comitato Antifascista di Cuneo ("Cuneo brucia ancora") per arrivare al parlamento sia saltato, - subito dopo -  nella lista del MIS, ma ora ripete la mossa. Sarà un gatto che prende i topi ma non mi piace  come li prende. 
           Con queste premesse è evidente che il mio giudizio sul giovane Fabio  CORBEDDU, candidato di Casa Pound (il noto poeta americano solidale con fascismo e nazismo e messo in carcere dagli stessi americani) non può essere che di incomprensione perchè un giovane intelligente, lavoratore e certamente onesto possa cavalcare idee di violenza, liberticide, antistoriche e questo a Cuneo, città della Resistenza.  
             Rimane di dire di un personaggio singolare,  Manuele ISOARDI, candidato sindaco nella lista del Movimento Cinque Stelle. Già la sua lista si distingue perchè va sola, senza le liste civiche di accompagnamento degli altri :  i cespugli in cui si affollano in numero incredibile cittadini/candidati assolutamente sconosciuti tra cui pochissimi (se vincerà il loro candidato sindaco) andranno in Consiglio Comunale. Per lo più portatori di voti fra cui ho riconosciuto anche visi di persone che, senza pudore, sono così attaccate alla modesta poltrona di consigliere comunale dall'aver percorso , da autentici trasformisti,  tutto l'arco dei partiti politici ivi presenti.   
              Manuele ISOARDI è un onesto operaio che sempre attivo nel Movimento 5 stelle a Cuneo, è entrato come tale nel Consiglio Comunale precedente a quello che sarà eletto prossimamente ed è sempre stato coerente alle sue dichiarate idee.  Per quanto ho sentito nella riunione di presentazione dei candidati sindaci agli artigiani di Cuneo di cui ho detto sopra, Isoardi ha cercato -unico- di rispondere concretamente alla domanda che dovrebbe essere fondamentale da rivolgere ad un candidato sindaco: che cosa farai quando sarai eletto ?  Cosa meglio poteva proporre ad una plaeta di artigiani muratori, eletricisti fabbri, vetrai etc. se non una attività di informazione ed incentivazione del loro lavoro per il restauro, l'aggiornamento delle misure di risparmio energetico della enorme quantità di edifici anche solo della città di Cuneo. 
Certo dietro il Movimento 5 stesso non ci sono idee politiche globali che riescano a far capire come si muoveranno in campo nazionale ed internazionale.  Manuele Isoardi ha cercato di fare un discorso locale ma pratico:  non so che risposta elettorale avrà il suo modo di proporsi anche perchè non so che influsso potranno avere sulle nostre elezioni locali, i motivi di protesta indignata che hanno gonfiato e gonfiano le vele della nave guidata da Grillo. 
         Caro Ulisse,   queste sono le mie impressioni che, come  esterno da tutte le liste, semplice cittadino pensante, affido a Te e a chi potenzialmente mi leggerà.  Lo ringrazio e lo invito ad andare a votare come farò io,  almeno al primo turno. Se - come penso - ci sarà  il ballotaggio, Vi scriverò ancora.            

                                                              ANTONIO SARTORIS  


    
 

lunedì 22 maggio 2017

ROATA CANALE E I NERI


Cosa mi dicono i fatti di Roata Canale ?  I fatti sono noti: una comunità cuneese (i dissenzienti locali – fra cui ci sono anch’io – per vigliaccheria o amor di quieto vivere, non si sono sentiti) ha rifiutato la presenza nella comunità stessa di rifugiati politici o per motivi economici.
L’unica voce che coerentemente all’insegnamento evangelico si è levata  in difesa di questi ultimi è stata quella della Chiesa cattolica.   In persona del suo attuale vescovo di Cuneo, che è apparso uomo moderno di pensiero e d’azione (un “bergugliano”),  ha detto chiaro e forte il suo pensiero e il suo insegnamento . Chapeau !
 Le forze politiche, gli intellettuali le associazioni civili, le istituzioni sono rimasti tutti nel più pavido silenzio  (siamo in tempo di elezioni).
 Così facendo la nostra società civile ha dimostrato il suo vero volto che a parole e talora, sembra essere migliore della sua classe dirigente ma in realtà è egoista, attaccata alla rendita più che al progresso.
       E non si venga fuori con il solito argomento : “se li vuoi portali a casa tua”. Infatti qui la Chiesa voleva proprio portarli a casa sua quali sono il palazzotto delle opere parrocchiali, lasciato in eredità dai sig.ri Peano alla parrocchia di Roata Canale,  e la stessa canonica di tale parrocchia ormai senza parroco residente .
       Il parroco di Spinetta ha finito per sopire, annacquare il tema di cui a Roata Canale si farà presto a dimenticare l’importanza, ma di cui non si potrà impedire la sempre maggiore rilevanza in Italia e nel Mondo.
                                                 ANTONIO SARTORIS 

PUBBLICATO SU LA GUIDA DI 30 Maggio 2017 NELLA RUBRICA LETTERE DEI LETTORI

domenica 21 maggio 2017

QUALCOSA , LENTAMENTE, SI MUOVE SUL "MERCATO" ELETTORALE CUNEESE


Caro Ulisse,


            Interrogandomi di che cosa stia  avvenendo nel sottotraccia, molto sotto, del terreno prelettorale cuneese qualche giorno fa scrivevo "domandarsi “cosa” sarà Cuneo nel prossimo futuro, vuol dire chiedersi come sono i cuneesi oggi " .  Là ho cercato di proporre spunti di una indagine storico/sociologica ma ora  sono incappato in una definizione che anche se proposta dal famoso economista francese Jacques Attali come commento alle recenti elezioni francesi di primo turno, la ritengo attualissima anche per le elezioni amministrative a Cuneo.  Dice Attali :" il sistema politico francese è straordinariamente ingessato. Ci sono personalità che sono alla ribalta  da venti o trent'anni....E' un tratto anche sociologico . La nostra società è contadina, conservatrice, abbiamo sempre avuto tendenza a privilegiare la rendita sul profitto. "   Privilegiare la rendita vuol dire essere conservatori dell'esistente, intenti  al  risparmio e sopratutto attenti a che non diminuisca. Essere attenti al profitto vuol dire cercare di aumentare i propri beni sopratutto rischiando e avendo presente che i proprio beni contribuiscono, nel bene e nel male, al patrimonio di tutti.  Mi sembrano osservazioni illuminanti anche sul comportamento personale e politico degli abitanti di un territorio strettamente legato alla Francia come la nostra provincia, una parte più attenta alla rendita ed una parte (sopratutto l'albese) più attenta al profitto. 
                Mi sembra che quando scrivevo che i nostri politici  (fra cui sono identificabili  molti alla ribalta da più di venti o trent'anni) ai cuneesi, invece di insegnare  a pescare,  hanno  servito  il pescato, buono anche se poco, digeribile per il loro portafoglio gonfio e ben nascosto , ma destinato a esaurire o peggio a puzzare di stantio, specie per i giovani, non ero lontano dalla diagnosi di Attali.
Con questi criteri di valutazione veniamo ora ad esaminare quanto ci propongono i due principali candidati a guidare Cuneo per il prossimo avvenire: il riguardante sindaco Borgna e l'ex sindaco Menardi.
               L'attuale sindaco Borgna rivendica gli innegabili miglioramenti estetici della Cuneo da Lui  amministrata e si propone ad una nuova sindacatura con una linea conservatrice che alla grande maggioranza  dei cuneesi moderati e prudenti probabilmente andrà benissimo.  Tutta la verdura delle liste civiche che lo sostiene,  andrà benisimo a fare il contorno del buon bollito che egli e la sua giunta ci serviranno per i prossimi cinque anni.  L'ing. Menardi, già apprezzato (almeno da me) sindaco ex democristiano è un'altra cosa. La sua ambizione non certo aiutata dalla D.C. di allora (mi ricorda i veti opposti dal Sen.  Sarti e dall'On.le  Mazzola all'emergente Beppe Manfredi poi diventato  sindaco  di Fossano ) l'ha portato ad appoggiarsi ai fascisti del MIS per arrivare in parlamento ma è certo che tale esperienza unita alla capacità  professionale  l'ha fatto politicamente e professionalmente crescere. Da lui quindi c'è da attendersi progetti nuovi ed innovativi per la Cuneo dei prossimi anni. Purtroppo è condizionato dalle scelte politiche di allora. I suoi attuali compagni di strada (Forza Italia, Lega e la Meloni) sarebbero per Cuneo "resistente"  bocconi  molto amari. Tuttavia per lui - secondo me -  vale il motto di Mao che diceva : "Il colore dei gatti non mi interessa, siano bianchi o neri. L'importante è che prendano i topi".  La penserà così  anche l'elettore cuneese ?                                                                                                            ANTONIO SARTORIS  

GESU' E IL ROCK

 
Caro Ulisse,

Stamane (21 Maggio 2917 (sulla pagina di Cuneo de LA STAMPA ho visto un titolo ed una foto che mi hanno  sorpreso. Il titolo era “Cuneo, oltre 1500 partecipanti. Messa in piazza a ritmo di rock per avvicinare i giovani a Gesù”. La foto faceva vedere una  piazza Virginio gremita di adulti (le famiglie)  ma sopratutto di giovani. Mi sono  interrogato : ma le chiese sono mezze vuote, qualche  persona adulta, molti anziani,  pochi giovani e qui sono migliaia come erano centinaia di migliaia sopratutto ai raduni voluti da Giovanni Paolo II, il papa polacco.  Mi sono interrogato e mi sono dato una risposta:  in attesa di un’altra migliore è la mia risposta di oggi  E’ vera fede in Gesù che fa muovere e cantare questi giovani ?  No :  ai giovani piace la gioventù  e la gioventù è vitalità, energia  : ai giovani piace  essere e far “ casino” . La  mia risposta alla domanda che pone quel titolo non è Gesù, è il rock.  Mi è sembrato di avere una conferma  a questa mia idea, quando proprio stasera  ho visto e sentito i cortei anche lì di migliaia di giovani e meno giovani , bandiere  al vento e strombettamenti  per festeggiare la vittoria  della Juventus nel campionato calcio nazionale.    Secondo me non era amore dello sport che li esaltava, ma ancora una volta far “casino”.   Tuttavia,  evviva il “casino” !      ANTONIO SARTORIS

lunedì 24 aprile 2017

SUL MANIFESTO DEGLI STATI GENERALI DELLA CULTURA DEL CUNEESE"

 
COMMENTO SUL “MANIFESTO DEGLI STATI GENERALI DELLA CULTURA DEL CUNEESE”

Ho letto il manifesto degli Stati Generali della cultura del Cuneese.
Intanto per cominciare questo pomposo titolo non rappresenta una voce veramente “generale” perchè per esempio la  Fondazione Casa Delfino, dopo la partecipazione ad una riunione avvenuta presso il Filatoio di Caraglio (9 Sett. 2016) è stata tenuta allo scuro di ogni successiva riunione e quindi della attività per la elaborazione del documento.
La prima domanda che mi pongo  è quindi questa : chi ha elaborato il “Manifesto” ? , non ho trovato firma  nè indicazione a chi possa farsi risalire la redazione di questo documento e quindi la  responsabilità del suo contenuto.  E’ un documento anonimo che non ho visto circolare in via cartaceo e che ho rintracciato solo su internet .
Veniamo al suo contenuto . Una ripetuta sua lettura mi conferma una prima impressione della genericità ed anche banalità della maggioranza  delle sue affermazioni.
Dopo una lunga premessa storico- statistica su “il territorio cuneese”  si esprime la “volontà dei sottoscrittori (che non si sa chi sono) di riassumere le idee che descrivono una visione contemporanea e proiettata nel futuro del ruolo e del modo di operare nel settore culturale in risposta ai fenomeni in atto, interpretandoli non come vincolo, ma come indicatori di una  importante opportunità da cogliere attraverso un’azione convergente”.

Vediamo allora quale sia questa “visione contemporanea e proiettata nel futuro”  divisa nei titoli dei singoli capitoli del Manifesto 

Crescita del pensiero individuale e collettivo. Ivi si afferma che la cultura si basa sul processo di conoscenza e rielaborazione, affermazione  che mi sembra sia la scoperta dell’acqua calda

2° Relazione, innovazione, sviluppo e benessere.
A questi strumenti per fare cultura, anch’essi abbastanza ovvii e praticati si aggiunge nel testo la “creatività” che è proprio la qualità culturale che manca al “Manifesto”.   “Creativo” è un pensiero che esprime qualcosa di nuovo,  che è non c’era prima ed è quindi stato creato,   ma di creativo cosa c’e nel Manifesto ? 

3°  Democratica
Per essere democratica la cultura dovrebbe essere fruibile, accessibile ed ottenere il coinvolgimento  sia del pubblico che delle istituzioni.  Che la cultura “non debba essere elitaria e diventare occasione piacevole ed accattivante , ma anche di crescita e di confronto”  l’ho già detto e scritto anch’io (vedasi LA GUIDA) .  Ma non basta dirlo bisogna  esaminarlo facendo riferimento ad esempi concreti di realizzazione del passato (per Cuneo vedasi l’Illuminata) ,  e di programmazioni del futuro.

Educativa
   Ivi si afferma che “l’aspetto educativo è fondamentale perchè il singolo riconosca la qualità della proposta culturale e ne divenga fruitore e poi attore” e ci si scontra con concetti e realtà molto discutibili. Che cosa significa educare ? Quale è il contenuto di una educazione ? Come si concilia educazione con “occasione piacevole ed accattivante” di cui si diceva sopra ?  Tutte domande pratiche a cui il Manifesto non da risposta .

5°  Qualità  
Che la qualità sia un requisito dell’appetibilità – anche economica – dell’attività culturale non c’è dubbio. Peraltro la qualità culturale è un criterio che fa escludere dalla qualifica di  culturale attività e manifestazioni che pur hanno un successo economico straordinario per il territorio.  Ciò spiega perchè le risorse, specie quelle pubbliche, stentano a sostenere le attività culturali. Alla politica ciò che interessa sono le manifestazioni di massa ritenute fonti del consenso . Se hanno poco  di culturale (strumento per aprire le menti)  forse è meglio.   Quella che va è sempre la vecchia formula del panem et circenses.

6°  Impresa, lavoro, professionalita’
Che il “lavoro culturale”  crei occupazione, professionalità e crescita di scala delle realtà locali, obiettivi  raggiungibili anche attraverso “contratti di rete” è un tema che ha molte problematiche, positive e negative. Una di queste è la forza/ostacolo della concorrenza.  Nel manifesto non si va oltre oltre una generica quanto subdola invocazione alla “professionalità” .

7°  Luoghi del fare
La necessità della cultura di avere luoghi di conservazione, valorizzazione, creazione  in sintesi “luoghi del fare” è cosa ovvia. Come tutte le azioni dell’uomo  anche quelle culturali  vivono di pensiero e materia.

 Sostenibilita’ e ricaduta
Quì si parla di soldi ! si sostiene il  “beneficio che  (la cultura) è in grado di produrre in termini di ricaduta sociale” con la conclusione che per una attività culturale  “è fondamentale la capacità di generare entrate economiche” .  E’ un argomento scivoloso perchè  porta alla conclusione che un attività culturale non in grado di realizzare tale risultato, non è degna  di considerazione.  Diventa pericoloso quando a valutare tale “ricaduta economica” si propone un monitoraggio non si da chi realizzato e sopratutto con quali criteri.   Per essere brutali questa tesi della sostenibilità e ricaduta sa tanto dell’ ormai realizzato metodo di far piovere sempre e solo sul bagnato !

Rete
Probabilmente lo strumento più  moderno ma anche più pericoloso che si propone nel manifesto è la realizzazione di una rete  che consenta di “realizzare cultura innovativa e di qualità”. Sembrerebbe una buona proposta, praticamente l’unica del manifesto.  Ma ci si affretta ad aggiungere  che   “il lavoro di rete richiede competenze specifiche per un efficace coordinamento di ruoli e risorse rispetto ad obiettivi chiari e mirati, e per far si che siano liberi di emergere i  risultati al di là delle aspettative , che sono componente importante del valore aggiunto della collaborazione”.    Questo  sarebbe il grande fratello della cultura cuneese ?  In cauda venenum. 

CONCLUDENDO
A parte la genericità e banalità delle sue premesse “culturali” io vedo nel  “Manifesto della cultura cuneese”  l’unico scopo di realizzare un coordinamento dirigistico con evidenti privilegi economici. 

Ho pertanto interloquito sul tema  con la seguente lettera inviata il 23 Aprile 2017  per la pubblicazione sulla pagina locale de LA STAMPA ed a LA GUIDA

DUE PAROLE SUL “ MANIFESTO  DELLA CULTURA DEL CUNEESE” .

        Non so quanti, nella nostra città,  sappiano che qualche giorno fa è stato emanato il “manifesto” di misteriosi quanto  autoproclamatisi “Stati Generali della cultura del Cuneese”. Tralascio  l’esame dettagliato della banalità degli argomenti del testo ( esame che ho riservato al mio blog “Lettere ad Ulisse”), vorrei dire solo due parole sull’unica proposta pratica del manifesto.
          Si propone  alle attuali, per lo più vitali e vivaci attività
culturali della nostra terra, “di lavorare in rete”. Se si tratta di
far conoscere e coordinare tali attività per evitarne la reciproca
concorrenza di date e di argomenti ed eventuamente collaborare, va benissimo anzi - è sommamente utile ed auspicabile. Ma il manifesto,  con una certa genericità,  decide  che “il lavoro di rete richiede  competenze specifiche per un efficace coordinamento di ruoli e risorse  rispetto ad obiettivi chiari e mirati, e per far si che siano liberi di emergere i risultati al di là delle aspettative, che sono componente importante del valore aggiunto della collaborazione”.
         La domanda è: chi è l’organo o le persone a cui sarebbe affidato tale “coordinamento” produttivo  ?  Con quale criterio verrebbero scelte le attività sì e quelle nò ?  quali poteri dovrebbe avere tale coordinamento ? Non è chi non veda che il potere decisionale (anche solo ipotetico e virtuale)  su ruoli e sopratutto risorse,  vuol dire determinare la vita e quindi i risultati che ogni attività si  ripromette. E’ una situazione che, sopratutto in tema di risorse, le attività culturali cuneesi vivono già oggi perchè  - a mio giudizio - l’ultimo criterio di valutazione è il merito.     Si vuole istituzionalizzare  un “coordinamento” che sia fonte di ulteriori privilegi e/o censure sulla  futura attività  culturale  cuneese ?
                                 ANTONIO SARTORIS

LA STAMPA NON L'HA PUBBLICATA, LA GUIDA SI'. GRAZIE


lunedì 13 marzo 2017

COSA VUOL DIRE ESSERE SINDACO A CUNEO

 
Caro Ulisse, 
        in questo momento di vigilia, pur relativamente lontana,  delle elezioni amministrative nella mia Cuneo, sento – pur sottotraccia - pullulare pensieri, progetti (si fa per dire) e pettegolezzi, che , per varie ragioni, non mi piacciono.  Lo sapevo che anche all’età di 87 anni non avrei resistito a stare zitto . Cosi per vivere e capire parlo con te, ULISSE, mio silenzioso interlocutore.  
       “Chi” è Cuneo ? perchè domandarsi “cosa” è Cuneo, vuol dire chiedersi chi sono i cuneesi. Fin dalle origini i cuneesi sono stati figli della loro terra : prudenti, lavoratori, attaccati alla roba, individualisti nel bene ma solidali nel male.   La terra cuneese è montagna bella ma avara, ma è anche pianura riflessiva e generosa, però gli uomini di questa terra sono tutti uguali :  diffidenti e testoni.
Fare i capi di questa gente non è mai stato facile perchè essere capo vuol dire condurre la gente e non intrupparsi in essa per andare dove porta il caso.   Di questo si dovrebbe dibattere in modo serio nei “comizi” elettorali (non ci sono più neanche loro)  ma  nelle strade di Cuneo di questo dibattito non è mai arrivato nemmeno l’eco. Faccio mie alcune considerazioni che la stampa sta facendo su Aosta (vedi il caso  anche lei,  isolata città di montagna). E’ stato scritto che Aosta oggi sofferente  per la crisi della miniera d’oro del Casinò di Saint Vincent, vede “il silenzioso turismo della montagna che passeggia al sole ignaro del  malessere che da tempo c’era nei palazzi del potere mentre nei bar c’era chi, con ironia,  nota che il sole sorge ugualmente  ogni giorno”
A Cuneo c’è un bel clima, si passeggia nel verde e nel sole del Viale Angeli o del parco fluviale,  e sotto gli storici portici quando piove o fa neve, ma la città invecchia e il suo benessere è senza sviluppo .  Vivendo indisturbati  in questo benessere i politici non si sono preoccupati dell’avvenire.  Io, vecchio democristiano (peraltro anomalo) mi ricordo la teoria di “Cuneo isola felice” dei sindaci Dotta Rosso e Viano.  Degno loro successore è stato il sindaco Valmaggia.  Cuneo quindi è stata felice ma incosciente  di essere tagliata fuori dai fermenti di maggior giustizia sociale e quindi  di cambiamento di sistema politico. 
          Che mi ricordi,  contro questa teoria della protezione anzichè dell’innovazione si sono infrante le visioni avveniristiche  del sindaco Ing. Menardi.  Ed oggi ?
          Con una metafora si può dire che ai cuneesi invece di insegnare  a pescare,  gli  è stato servito  il pescato, buono, digeribile per il loro portafoglio gonfio e ben nascosto , ma destinato a esaurire o peggio a puzzare di stantio, specie per i giovani.  Dal fatto che appaia probabile la conferma dell’attuale sindaco Borgna e della sua giunta penso che si continuerà a fare così.  
            A questo punto, caro Ulisse , salvo cambiare idea in caso di credibili novità,  poichè non voglio più mangiare questo “pescato” non mi rimane che non sedermi a questo tavolo : non andrò a votare . Allo stato della politica locale non è un atteggiamento distratto o peggio menefreghista.  ma un altro modo di fare politica e , se diventa di massa, voglio vedere se passerà inutile, almeno come minaccia.
Astenersi e quindi non approvare vorrà dire ai nostri attuali e probabilmente  futuri  amministratori  :  continuate così, andrete a sbattere, ed io non voglio farmi male !          ANTONIO SARTORIS